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Grave incidente sulla A3, morti padre e figlia

giovedì 26 agosto 2010 |

Due morti e 6 è il bilancio del grave incidente stradale, avvenuto nella serata di ieri, sull’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, tra gli svincoli di Rosarno e Mileto, in corrispondenza del km 379,2.

Le due vittime di questo drammatico incidente sono S.C., 56 anni originario di Naro (AG) ma residente a Stoccarda e la figlia Sabrina, 12enne, nata in Germania.


Oltre ai deceduti ci sono altre sei persone rimaste ferite, non in pericolo di vita e sono la moglie, Luigia Oliveri, ed altri due figli di Salvatore Cavalieri, Maria Antonietta, 20, e Domenico, 13. Gli altri tre feriti, la coppia di coniugi milanesi e la figlia di sette anni (di cui non sono state rese note le generalità) viaggiavano a bordo della Volkswagen Passat.
(Foto dalla rete)

Sfruttabano gli immigrati: 30 arrestati a Rosarno

martedì 27 aprile 2010 |

Storie di caporalato e di sfruttamento che da anni si sono succedute a Rosarno e che nel gennaio scorso portarono alla rivolta dei braccianti immigrati. Sono questi gli elementi contenuti nell'indagine della procura di Palmi che ha portato all'arresto di 30 persone accusate di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della manodopera clandestina straniera e truffe. Le indagini di polizia, carabinieri e guardia di finanza hanno avuto inizio dopo la rivolta di Rosarno.

Dalla testimonianza di una quindicina di stranieri che lavoravano nella piana di Gioia Tauro è emerso uno spaccato inquietante sul reclutamento e l'utilizzo della manodopera in agricoltura. I braccianti stranieri impiegati a Rosarno nella raccolta degli agrumi percepivano 22 euro al giorno per lavorare dalle 10 alle 14 ore. I datori di lavoro pagavano 1 euro a cassetta per la raccolta dei mandarini e 50 centesimi per le arance. I caporali, a loro volta, incassavano la somma di 10 euro su ogni lavoratore e tre euro da ogni immigrato per accompagnarli nei luoghi di lavoro.

Gli immigrati che si ribellavano a queste condizioni venivano minacciati di morte e spesso anche aggrediti fisicamente. Fu proprio questa condizione di sfruttamento a provocare la rivolta avvenuta nel gennaio scorso a Rosarno dove per giorni ci furono momenti di alta tensione tra immigrati e rosarnesi. Ad aggravare la situazione ci furono poi le condizioni disumane in cui vivevano gli immigrati.

Fino all'inizio dell'anno, infatti, nella piana di Gioia Tauro vivevano 2.500 stranieri che avevano occupato i casolari abbandonati della zona ed una ex fabbrica di Rosarno. Dopo la rivolta la gran parte degli stranieri fu trasferita nei centri di accoglienza di Bari e Crotone ed altri decisero volontariamente di allontanarsi da Crotone. Agli immigrati clandestini che hanno collaborato con gli investigatori per individuare la rete di caporali è stata concesso un permesso di soggiorno che gli consentirà di restare nel territorio italiano.

Dall'inizio delle indagini gli investigatori hanno compiuto numerose intercettazioni ambientali e telefoniche che hanno portato a ricostruire una fitta rete di persone, molte delle quali straniere, che si occupavano del collocamento illegale della manodopera. Dalle indagini patrimoniali nei confronti degli imprenditori agricoli sono state scoperte anche truffe ai danni degli enti previdenziali.

E proprio per questo motivo che il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Palmi ha disposto il sequestro di 20 aziende e 200 terreni per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro. L'operazione contro il caporalato arriva a pochi giorni di distanza dalla festa del primo maggio che quest'anno sarà celebrata a Rosarno proprio perché Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di lanciare un messaggio in favore della legalità.

Ed è il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, a ricordare che la decisione di far svolgere la manifestazione a Rosarno è stata presa proprio per "affermare il principio di rispetto per chi lavora spesso in condizioni di schiavitù". E' unanime la soddisfazione del mondo politico per gli arresti eseguiti stamani. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha telefonato al Procuratore di Palmi, Giuseppe Creazzo, per complimentarsi per il lavoro svolto. Per il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, il caporalato rappresenta "una odiosa forma di sfruttamento del lavoro".

di Massimo Lapenda
Ansa.it

Rosarno, 400 immigrati verso Nord, fuga in treno. Direzione: Milano

martedì 12 gennaio 2010 |

Circa quattrocento immigrati provenienti da Rosarno sono giunti nella stazione ferroviaria di Lamezia Terme dove nelle prossime ore saliranno a bordo di un treno diretto a Milano. Gli immigrati, partiti spontaneamente da Rosarno con il treno, con dietro valigie e borsoni sono giunti da qualche ora e si trovano riuniti in gruppetti a lato dei binari e nel sottopassaggio della stazione. La situazione è tranquilla.

Fonte: TGcom

Il 21 Gennaio Napolitano visiterà la Calabria

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Il presidente Giorgio Napolitano si recherà a Reggio Calabria la settimana prossima per celebrare la «Giornata della Legalità» e per affermare «i valori di legalità e di solidarietà» dopo le violenze contro gli immigrati a Rosarno.


Lo riferisce in una nota il Quirinale. «Il capo dello Stato incontrerà i rappresentanti delle istituzioni territoriali e degli organi dello Stato operanti nella regione», dice il comunicato. «Sarà un’occasione per rinnovare l’impegno comune, sempre ribadito dal presidente della Repubblica, per l’affermazione dei valori di legalità e di solidarietà, entrambi oscurati dai gravi fatti di Rosarno».

In Calabria si Spara ancora. Ferito un immigrato, sale la tensione

sabato 9 gennaio 2010 |

In Calabria torna il caos, dopo il trasferimento di trecento immigrati dall’ex fabbrica di Rognetta al centro di prima accoglienza di Isola Capo Rizzuto. È notizia di questa mattina, il ferimento di un altro immigrato, ferito con colpi di fucile caricato a pallini nelle campagne di Gioia Tauro, a pochi chilometri da Rosarno. Un altro è stato ricoverato in ospedale con codice rosso.

Ieri sera tra gli applausi dei cittadini calabresi, gli extracomunitari sono saliti sugli autobus diretti nel crotonese. Sia gli immigrati che i cittadini di Rosarno hanno trascorso una notte tranquilla senza altri incidenti fino a questa mattina.

Oggi polizia e carabinieri eseguiranno la stessa operazione anche nel secondo centro, una fabbrica dismessa gestita dall'ex Opera Sila, in cui si trovano ancora circa 500 immigrati, perlopiù con regolare permesso. Un gruppo ha chiesto di andarsene autonomamente raggiungendo la stazione ferroviaria e alcuni lo hanno fatto singolarmente accompagnati dalle forze dell'ordine. Si vogliono, infatti, evitare iniziative spontanee ed eventuali reazioni conseguenti da parte degli abitanti.

Visti i risultati ottenuti, è stata tolta nella notte l'occupazione che una decina di abitanti di Rosarno stavano attuando nel Comune per chiedere l'allontanamento degli immigrati. Verrà mantenuto invece il blocco stradale istituito lungo la strada che conduce alla vecchia fabbrica, fino a quando non sarà completato lo sgombero della struttura. Lo sbarramento era stato posto per impedire che gli immigrati facessero nuove incursioni in paese. Uno dei cittadini, interessati soprattutto allo sgombero del primo centro poiché situato vicino a una scuola, ha spiegato: «Abbiamo apprezzato ciò che è stato fatto ieri sera con lo sgombero dell'ex fabbrica Rognetta, ma va risolto anche il problema della struttura dell'ex Opera Sila perché rappresenta una situazione di potenziale pericolo. Quindi, fino a quando non sarà sgombrata la struttura, noi da qui non ce ne andremo».

Intanto a Rosarno riaprono i negozi, ma i commercianti hanno deciso di rimandare il mercato settimanale nel timore di ulteriori incidenti.

Fonte: Libero-News

Rosarno: cittadini a posto di blocco, 'qui fino a sgombero'

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(ANSA) - ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 9 GEN - Il blocco stradale dei cittadini di Rosarno sara' mantenuto fino a quando non sara' attuato lo sgombero degli immigrati. Lo riferiscono gli abitanti di Rosarno. Il sindaco di Riace si dice disponibile ad accogliere alcuni degli immigrati nel suo comune. Gli immigrati gia' trasferiti sono 300. E' stata avviata l'operazione di sgombero dell'ex Opera Sila che proseguira' per l'intera giornata e dovrebbe essere completata entro domani. Ad andare via circa 300 altri immigrati.

Rosarno, Maroni: Forte degrado, stop a tolleranza per clandestinità

venerdì 8 gennaio 2010 |

Roma, 8 gen (Velino) - Resta tesa la situazione a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, dove – dopo gli scontri di giovedì sera - è ripresa la protesta degli immigrati africani, scesi in strada per scandire slogan di denuncia della loro condizione. Forti timori di un’escalation si sono verificati in particolare quando un cittadino ha sparato due colpi di fucile in aria per disperdere un gruppo di immigrati che si era concentrato davanti alla sua abitazione. Gli immigrati sono successivamente entrati nell'abitazione dove c'erano la moglie e i due figli dell'uomo, ma si sono limitati a urla e proteste per poi allontanarsi. Episodi che fanno seguito alla battaglia serale al termine della quale gli immigrati erano rientrati nelle strutture di ricovero che li ospitano. La guerriglia è stata scatenata da alcune centinaia di lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura - in particolare nella raccolta di frutta - dopo che due di loro erano stati feriti da persone non identificate con un’arma ad aria compressa e pallini da caccia. “La situazione è grave, è pesante”, riferisce ai microfoni di CNRmedia Domenico Bagnato, commissario prefettizio (il comune è stato sciolto nel 2008 per infiltrazioni mafiose). Bagnato continua: “Ho parlato con i migranti e ho detto loro che faremo tutto il possibile per proteggerli. Ma ho anche specificato che non devono confondere l'attacco da parte di singoli con l'atteggiamento di tutta la cittadinanza”. Un allarme confermato dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni. A Rosarno c’è “una situazione difficile, così come in altre realtà, perché in tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, una immigrazione clandestina che ha alimentato da una parte la criminalità e dall’altra ha generato situazioni di forte degrado come quella di Rosarno”, rileva il ministro dell’Interno nella “Telefonata” con Maurizio Belpietro su Canale 5. “Stiamo intervenendo – prosegue Maroni - con i mezzi e i tempi necessari. Abbiamo per ora fatto una cosa molto importante: porre fine sostanzialmente all’immigrazione clandestina, agli sbarchi a Lampedusa che hanno alimentato queste situazioni di degrado. A poco a poco riporteremo alla normalità situazioni che devono essere portate alla normalità. Si generano tensioni, si generano situazioni come quella di Rosario: il nostro impegno – conclude il titolare del Viminale - è quello delle forze dell’ordine per riportare tutto alla normalità”.

A “Mattino 5” Maroni si sofferma anche sull’attentato contro la Procura generale di Reggio Calabria. La bomba scoppiata davanti alla sede della Procura generale non costituisce agli occhi del ministro un tentativo di stabilire una trattativa con lo Stato da parte della ’ndrangheta: “Mi sembra una ricostruzione piuttosto fantasiosa, con questi criminali nessuna trattativa è possibile”. Maroni continua: “L’unica azione che abbiamo fatto e intendiamo fare per il futuro è contrastare ogni forma di criminalità organizzata, estirpare la mafia, la ’ndrangheta, la camorra. Questo è l’impegno cui ci dedichiamo con tutti i mezzi possibili, oserei dire con passione”. Il titolare del Viminale dà conto anche della trasferta di ieri a Reggio Calabria, dove ha incontrato assieme al Guardasigilli Angelino Alfano i magistrati “proprio per portare il sostegno, la solidarietà del governo a chi si trova in prima linea a lottare contro la ’ndrangheta”. Maroni aggiunge che a Reggio Calabria ieri sono state da lui annunciate anche “misure importanti. Da lunedì saranno trasferiti a Reggio 120 carabinieri, poliziotti, investigatori per rafforzare la nostra azione di contrasto alla ‘ndrangheta”. Inoltre, “sono allo studio anche misure importanti sul fronte che dà più fastidio alla criminalità organizzata, la questione patrimoni. Portare via il frutto dell’azione criminosa alle consorterie mafiose è il nostro massimo impegno, ed è ciò che stiamo già facendo con successo”. Il titolare del Viminale ricorda che nei 18 mesi trascorsi al governo “sono stati sequestrati quasi 7 miliardi di beni, oltre 12mila beni. Siccome la Procura di Reggio Calabria è molto attiva su questo fronte, ecco il segnale.

Tra gli altri temi toccati nella “Telefonata” con Belpietro, l’introduzione dei body scanner negli aeroporti. Sui quali – lamenta il ministro dell’Interno - è stata fatta la “solita inutile polemica, parlando di gravi danni alla salute, raggi x… Nulla di tutto ciò, naturalmente”. Per Maroni i body scanner sono “strumenti sicuri, ma proprio per dissolvere ogni dubbi abbiamo costituito insieme al collega Matteoli ieri una commissione tecnica che deve valutare le possibili conseguenze sul piano della salute e della privacy di questa nuova strumentazione che intendiamo introdurre”. La decisione riguarderà “per ora gli aeroporti di Fiumicino, Malpensa e Venezia, da cui partono i voli intercontinentali: ci vorranno due o tre mesi per l’acquisizione dei macchinari dalle società che li producono, i tempi di attesa sono non più di tre mesi”. Il ministro dell’Interno è convinto che " questi strumenti saranno molto utili per contrastare queste forme di terrorismo che spaventano e che sono difficili da intercettare se non con gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione”.

Maroni affronta anche la questione dell’immunità parlamentare: al riguardo, il dibattito “va avanti da 15 anni. Io penso – dice l’esponente del governo - che ci siano forme che possano garantire il libero esercizio dell’azione dei parlamentari e di chi sta al governo senza interferire con l’azione della magistratura”. Maroni parla di “equilibrio non facile da trovare oggi in Italia, perchè ogni volta che si parla di giustizia le polemiche si sprecano. Ma – aggiunge - confido che dopo ciò che è avvenuto il 13 dicembre, dopo l’aggressione a Berlusconi, il clima possa cambiare e si possa trovare una ragionevole soluzione”. Infine, sul federalismo fiscale Maroni segnala: “Stiamo lavorando col ministro Bossi e col ministro Calderoli, entro breve saranno portati all’approvazione i primi decreti delegati”. Maroni rimarca che il federalismo è per la Lega in particolare “un impegno assoluto, decisivo, pressante. Sono convinto che la legge approvata, di cui presto arriveranno i decreti delegati, possa davvero costituire un cambiamento radicale nel modo di gestire i soldi pubblici”, con un pieno passaggio al “principio di responsabilità”.

(Nicholas D. Leone da Ilvelino.it)

SGOMBERATO A ROSARNO IMMOBILE CONFISCATO A CLAN

lunedì 26 ottobre 2009 |

Gli agenti della questura di Reggio Calabria hanno provveduto allo sgombero completo di un fabbricato situato a Rosarno, confiscato dal Tribunale sezione misure di prevenzione di Reggio Calabria a Savino Pesce, deceduto lo scorso anno. Lo sgombero dello stabile era iniziato nei giorni scorsi. L'attivita' e' avvenuta senza problemi, con l'immobile che e' stato posto nella disponibilita' del Comune di Rosarno per essere destinato a nuova sede del Comando polizia municipale.

(AGI)